Scuola secondaria di I Grado

Per ricordare i quattro secoli di vita del Convitto, non poteva mancare la nostra  “Madre Natura” definita dai greci come l’insieme delle cose che vivono, nascono e si sviluppano. Vi è dunque, nella parola, il concetto di una realtà non statica, ma dinamica; di una realtà non solo attuale, ma potenziale e futura.

Ecco perché la scuola secondaria di I grado, il giorno 19 gennaio 2019, presso la sede di via Pintus, ha voluto "mettere in luce" l ‘importanza di custodire e salvaguardare la “natura” nel progetto “Noi, gli Alberi e i Libri” che ha visto coinvolte tutte le classi del nostro istituto.

La giornata è stata caratterizzata da tanti momenti significativi, in particolare dalle esibizioni degli alunni nel nostro auditorium, per giungere alla piantumazione delle quattro querce ed infine per concludere con la  visita da parte degli ospiti (genitori e più), della mostra dei lavori prodotti dai ragazzi.

 In una giornata di sole, la manifestazione ha preso avvio, in auditorium, alla presenza del Rettore Paolo Rossetti,  dell’Assessore alla cultura e al verde pubblico Paolo Frau, della presidente della Lega Ambiente Annalisa Colombu,  del Dirigente Forestale Franco Saba e del presidente del Comitato Scientifico VincenzoTiana, del presidente  Rotary Cagliari Est  Antonangelo Ortu e del  Presidente Comitato Soci Lions Club Zona B Sesta Circoscrizione Renato Barbon.

Dopo la  “Fantasia britannica", medley di brani popolari inglesi eseguita dall’orchestra dell’indirizzo musicale, il Rettore ha invitato gli ospiti ad esprimersi sul tema della manifestazione.

 Ed ecco i nostri ragazzi all’opera sul palco dell’auditorium: Daniela con disinvoltura spiega ai presenti il progetto; Federico e Lucrezia interpretano con passione il testo poetico del madrigale di Giulio Cacini, famoso musicista della fine del 1500, Amarilli mia bella, poi interpretata musicalmente da Giulia C., Marta e Viola che eseguono il brano musicale con flauti accompagnate al pianoforte da Giovanni P.; Ludovica  recita la poesia “Adesso ascolta gli alberi”;  Emma legge il brano “L’Albero dei Desideri” ed infine Angelica, Eleonora, Marta chiudono la prima parte della mattinata  con una danza  delicata e raffinata dal titolo L’Albero ieri, oggi e domani. L’amico per sempre!

Non possiamo non citare i  nostri presentatori: di Daniela abbiamo già sopra cantato le lodi, a cui aggiungiamo quelle per Tommaso, giovane alunno della prima! Entrambi con spontaneità e disinvoltura, di fronte al numeroso pubblico, hanno dato anima alla manifestazione, coinvolgendo i presenti e sottolineando come il Convitto ha un’attenzione particolare per la nostra cara amica “Madre Natura”.

 Ed eccoci arrivati al momento clou della mattinata, rappresentato da 4 giovani alberi, querce suber nella fattispecie, che, tra lettura e musica, sono state piantate nel giardino circostante il caseggiato scolastico. Ciascun alunno ha voluto gettare, nella fossa che conteneva le querce, un pugno di terra come simbolo vitale dei 4 secoli di esistenza della nostra Istituzione che ha educato, formato e preparato alla vita tante giovani generazioni.

Di lato alle querce sono state fissate quattro cassette, che contengono quattro testi di letteratura italiana e straniera.

Fa da cornice, nel giardino dell’ Istituto, l’Albero dei Desideri dove gli alunnii hanno voluto esprimere attraverso un piccolo scritto un sogno per la loro giovane vita.

Ed infine , eccoci ora alla visita dei lavori prodotti dai ragazzi. Qui la fantasia si è scatenata!

Tema centrale l’albero in tutte le sue varianti: un intreccio di colori, creatività, sensibilità, di espressioni spontanee che solo  la natura e la giovane età dei nostri ragazzi ci regalano.

C’è l’ albero amico, quello letteratura, quello che riguarda la convenzione dei diritti dell’infanzia e dell'adolescenza, quello della macchia mediterranea, quello del riciclo, addirittura è presente perfino…l’albero genealogico, e poi quello dei miti, quello di Falcone, quello dei giochi, quello della vita, quello delle poesie, quello del risparmio energetico, quello della dolcezza, quello dei  frutti dell’amicizia, quello sostenibile, quello sul piacere della lettura, quello delle favole, quello del riccio, quello dell'emozioni, quello della sostenibilità, quello delle piante arrivate dall'America, quello dell'ortografia, quello di Bea, l'albero del ciclo, quello della convezione dei diritti, quello se non fossi albero, quello delle funzioni dell'albero, quello della Fotosintesi Clorofilliana.

Tanti, tanti alberi che non vorremmo dimenticare anche quando il tran tran della vita quotidiana non ci porta a fermarci e a riflettere sul bene prezioso che abbiamo.

 Ma la rappresentazione degli alberi non è conclusa, un gruppo di alunni si è anche esibito in alcuni frammenti del Barone Rampante di Italo Calvino.  “Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più ..., il protagonista trascorre l’intera vita sugli alberi, una vita tutt’altro che monotona, anzi piena di avventure e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima, ma invalicabile distanza ...” (prefazione di Tonio Cavilla, alias Italo Calvino)

Un altro gruppo espone, mostrando alcune slide, il “Bosco Verticale”, cioè un modello di edificio residenziale sostenibile,  secondo un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente e alla biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio.

Non meno significativo, infine, è stato il lavoro di un gruppo di ragazzi sulla Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri: “La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.”

Tanti lavori, frutto dell’impegno di mesi e che ancora non sono conclusi: hanno tutti, come finalità,  la salvaguardia della nostra cara natura!

È l’impegno doveroso verso le generazioni del futuro, che meritano il privilegio di essere ancora benamati figli della cara, paziente e meravigliosa nostra amica “Madre Natura”.

Chiudiamo questa ricca mattinata con la filastrocca di Elena che ben interpreta lo spirito di questi 400 anni di vita del Convitto

Articolo scritto da Bernardetta Usai